Un caro saluto a Te compagno/a di Vita, come stai? Come stai vivendo il cambiamento? Sei consapevole che tutto cambia e anche velocemente? Sei paziente? Sei amorevole con Te stesso/a?
Lo sei anche con gli altri?
E’ evidente che domandandoti tutto ciò sto spronando il tuo percorso verso Te Stesso/a al fine di allinearti con il Nuovo Modello Energetico Planetario; per ricordarti che il 2011 è l’anno del cambiamento come opportunità di chiudere con i vecchi schemi del passato;( sta accadendo in tutti i settori della Vita e in tutto il mondo)
per riarmonizzarti ed eliminare tutti quei sintomi fisici che ti hanno sin qui accompagnato;
per “sentire” nel Tuo Cuore l’Amore infinito di Gesù Nostro Signore che siede alla destra del Padre Celeste.
La modalità universale per alleviare, superare ostacoli e trovare l’Amore di Dio dentro i nostri Cuori è la preghiera . Preghiamo per la nostra Anima, preghiamo per i nostri cari sia incarnati che defunti, preghiamo per i nostri conflitti/nemici persone che ci hanno fatto male,
pregate anche per me cari fratelli…
Non è più tempo per egoismi, interessi di parte, interessi di quartiere, separazioni di ogni genere ecc…
Non che questo sia una novità , poiché in teoria da sempre viene predicato l’Amore universale, ma oggi più che mai esiste la concreta possibilità di un mondo amorevole, compassionevole, che unisce e non separa. Di un mondo che ascolta i bisogni dell’altro sapendo che l’altro sei tu….
Sono tornato dal pellegrinaggio da Medjugourie con l’abbraccio della Madonna nel Cuore, della mamma che ama tutti i suoi figli allo stesso modo, di Gesù infinitamente misericordioso….
Pregate per Me ed io sarò più forte animicamente affinché le mie preghiere per ognuno di voi si traducano in amore,pace e tecniche di autoguarigione…
Come ben sai la struttura Satyaom si mantiene grazie alle iniziative eventi e corsi.
Quando tu aderisci stai finanziando la sua esistenza. Questo per dirti GRAZIE!
Grazie per i tuoi contributi volontari che giriamo alla cassetta delle donazioni.
Nella giornata di ieri, Lunedì 6 abbiamo versato 500,00 euro alla scuola
Prema Sai di Puttaparthy-India.
Grazie se vorrai dedicare un po’ del tuo tempo all’organizzazione delle nostre attività.
Grazie se vorrai dare il tuo contributo mettendo a Servizio di Satyaom la tue competenze tecniche.
In questi ultimi due casi devi semplicemente comunicare in segreteria la tua disponibilità e quello che sai fare e se l’associazione avrà necessità sarà felice di coinvolgerti e darti la possibilità del SERVIZIO.
Aiuta l’altro e aiuterai Te stesso
Aiutati che Dio ti aiuta.
Questo è il Vero Servizio.
Ognuno di noi diventa responsabile dell’altro soprattutto nel momento di maggiore difficoltà . Non esserci sapendo che avresti potuto esserci, rende fondamentale il tuo aiuto. Non girare il volto dall’altra parte quando sai che tu puoi fare qualcosa. Se ti è successo proprio a Te …è Dio che Ti chiama….
Inoltre, tanto la Vita ci ha dato e tanto dobbiamo dare. Siamo TUTTI chiamati al SERVIZIO.
Fare Servizio è schiudere il Cuore animico all’Amore di Dio,all’amore per se stessi, all’amore per il prossimo….
Dedico questa lettera alla Madonna Fonte Ispiratrice, Madre di Tutti i Cuori, Madre di Gesù Nostro Signore, la Regina della Pace. Grazie !
Caro fratello, cara sorella innalza la Tua Voce Interiore e Cantiamo insieme la Vita ..
Om Sai Ram
AMEN
Tuo Filippo
L'ARTE di ESSERE: il blog
Progetto di Filippo Pollara, ricercatore di Scienza e Coscienza, Consulente aziendale Life Coach Maestro di Yoga nella sintesi di Oriente e Occidente. Conferenze e Seminari pratici di Consapevolezza e Trasformazione Interiore per il Nuovo Uomo, per riprogrammarsi ed essere in sintonia con la Nuova Energia Cosmica.
mercoledì 8 giugno 2011
lunedì 23 maggio 2011
Preghiera di offerta del Terapeuta
Amato Signore, ti offro il mio lavoro.
Colui che offre sei Tu, Signore.
L'offerente sei Tu ,Signore, offerto da Te , Signore.
Nel sacro fuoco che sei Tu,Signore.
A Te giunge,solo chi in tutto è Uno con Te.
Io sono la onnipervadente Coscienza Cosmica, che appare in tutti gli esseri viventi e si manifesta nel loro inspirare ed espirare.
Amato Signore, benedici i miei pazienti e me.
Ti prego lavora tramite me e prendi su di Te
le conseguenze del mio agire.
Amen e così sia
Om
Sai Baba
Colui che offre sei Tu, Signore.
L'offerente sei Tu ,Signore, offerto da Te , Signore.
Nel sacro fuoco che sei Tu,Signore.
A Te giunge,solo chi in tutto è Uno con Te.
Io sono la onnipervadente Coscienza Cosmica, che appare in tutti gli esseri viventi e si manifesta nel loro inspirare ed espirare.
Amato Signore, benedici i miei pazienti e me.
Ti prego lavora tramite me e prendi su di Te
le conseguenze del mio agire.
Amen e così sia
Om
Sai Baba
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altri autori
venerdì 20 maggio 2011
pensiero settimanale
Tu sei energia !
Tu sei l'incarnazione dell'Amore!
Tu sei Energia d'Amore in costante evoluzione.
Non temere il cambiamento, poichè Tu sei l' incarnazione del cambiamento.
Tu sei l'incarnazione dell'Amore!
Tu sei Energia d'Amore in costante evoluzione.
Non temere il cambiamento, poichè Tu sei l' incarnazione del cambiamento.
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Filippo Pollara
venerdì 1 aprile 2011
pensiero settimanale
Il Giudizio reiterato in un delirante passaparola
tra la gente è un falso che diventa realtà
agli occhi degli stolti.
tra la gente è un falso che diventa realtà
agli occhi degli stolti.
mercoledì 16 marzo 2011
lunedì 28 febbraio 2011
Pensiero settimanale
Avere o Essere ?
Questo è l'attuale dilemma.
Essere per Essere,
Essere per Avere.
Questa è l'unica Vera Risposta
Questo è l'attuale dilemma.
Essere per Essere,
Essere per Avere.
Questa è l'unica Vera Risposta
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Condivisioni di Filippo
martedì 22 febbraio 2011
Pensiero settimanale
Dare IMPORTANZA alle cose del mondo è una lotta senza fine.
VALORIZZA senza attaccamento.
AMA senza chiedere nulla.
VALORIZZA senza attaccamento.
AMA senza chiedere nulla.
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Condivisioni di Filippo
lunedì 7 febbraio 2011
giovedì 3 febbraio 2011
mercoledì 26 gennaio 2011
Pensiero settimanale
La paura, l’egoismo e il pregiudizio, è violenza per Te stesso e per il mondo.
Il mondo è la proiezione del Tuo Film mentale. Sei tu a crearlo.
Guarda Te Stesso! Con umiltà e fiducia accettati, amati.
Il mondo è la proiezione del Tuo Film mentale. Sei tu a crearlo.
Guarda Te Stesso! Con umiltà e fiducia accettati, amati.
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Condivisioni di Filippo
domenica 16 gennaio 2011
giovedì 6 gennaio 2011
BUON NATALE 2010
Caro/a Amico/a fratello di Vita, come di consueto nell’occasione del Natale desidero condividere con te consapevolezze che l’Esistenza, nella Sua Infinita Benevolenza suggerisce al Mio Cuore.
L’anno scorso scrissi sulla “Crisi” come malessere esistenziale e sulla “Fiducia”come suo antidoto .
Oggi più di ieri pensi di essere stato reattivo rispetto alla Crisi accettando gli eventi e dimostrando all’Universo di avere fiducia ? Riconosci almeno intellettualmente che dopo la tempesta ritorna la quiete ?
Mi auguro di si per Te e per tutte le anime di questo pianeta.
A questo punto credi che il tuo sforzo nel vivere con positività e fiducia rimanga ad uso e consumo della tua vita e dei tuoi cari? A questo rispondo io con un NO!
Da sempre i saggi di ogni tempo e di ogni tradizione religiosa hanno detto ciò che la scienza oggi conferma, cioè che siamo tutti collegati, interconnessi a livello molecolare. Siamo microparticelle cosmiche che vivono in una sorta di fluido invisibile. La metafora dell’oceano cosmico rende chiara questa Realtà. Siamo come tanti pesciolini che reagiscono a situazioni determinate dalle singole e individuali azioni e dall’influenza della Coscienza Collettiva.
In altre parole se faccio del male a un'altra anima, non solo rispondo con il karma individuale, ma ho determinato che la mia azione si inserisce nel quadro generale della Coscienza Collettiva . Altra metafora potrebbe essere quella che se le nostre individuali azioni sono dei files che chiamiamo con il nostro nome, la cartella dove andranno ad inserirsi questi files personali sarà la cartella di tutte le anime che chiamiamo Coscienza Collettiva, ovvero la risultante delle singole azioni.
In questo Grande Tempo sta cambiando questa Mega Cartella Planetaria.
La Coscienza del Pianeta che oggi ha un suo Livello di Consapevolezza, sta ascendendo ad un livello più elevato che in termini pratici vuol dire che ci lasceremo alle spalle la totale identificazione con la materia. Sarà un processo graduale ma in un prossimo futuro sarà più semplice sentire la Reale Natura Animica dell’Essere Umano. La spiritualità sarà accessibile a tutti.
Questa Ascensione è determinata da due fattori:
1) Stiamo per lasciare un naturale ciclo cosmico per effetto della rotazione precessionale del Pianeta Terra. Un evento ciclico che si chiude e si apre con il 21 Dicembre 2012 secondo il famoso calendario Maya .
Per una tua maggiore comprensione posso dire che se sul Pianeta Terra nell’ambito del ciclo annuale con la rotazione sul suo asse accadono le 4 stagioni , a livello cosmico con l’influenza delle infinite galassie vi sono 4 Ere Cosmiche. Rispetto al cambiamento della Coscienza Collettiva si sta esaurendo la stagione cosmica invernale (Kali Yuga) e inizierà la Primavera Cosmica (Dvapara Yuga) .
2) Altro elemento fondamentale per l’avvio di questo passaggio epocale è stato determinato dal fatto che un numero sufficiente di anime su questo pianeta ha creato un raggio energetico positivo che ha influenzato la Coscienza Collettiva. Da circa 40 anni e in modo più concreto e operativo negli ultimi 25 anni, anime molto evolute, hanno sostenuto il Cambiamento Epocale, con la loro consapevolezza in direzione dell’amore e delle virtù intrinseche alla Vera Natura Umana
Queste anime comunemente chiamate Operatori di Luce o anime indaco / cristallo hanno guidato e lo stanno ancora facendo, individui che hanno scelto di vivere questo Grande Evento Epocale rimanendo incarnati . Senza il contributo di queste anime, ovviamente guidate dalla Perfezione Divina in quanto DIO , Sorgente Cosmica Universale, il rischio era che il pianeta Terra non ce la facesse a mantenere la sua struttura materiale. Cioè il rischio sarebbe stato la distruzione del Pianeta.
È già accaduto in altre Epoche con la stessa stagione cosmica.
I tanti terremoti, maremoti, tsunami, cicloni e il diffuso mal di vita di moltissime anime, sono l’effetto del Karma della Vecchia Coscienza Collettiva che accade a causa del differente stato vibrazionale del pianeta (risonanza di Schuman) .
Comunque state tranquilli, il Pianeta Terra è salvo ! Non esploderà.
Ciò che pensiamo di noi stessi e ciò che pensiamo del mondo…
Vuoi cambiare il mondo ? Migliora te stesso !
Con questa frase affermo con decisione la grande responsabilità che TU possiedi.
Sei cocreatore del Tuo destino e quello dei tuoi simili.
Non criticare il mondo con i suoi soggetti animati e inanimati, perché Tu hai contribuito a questo.
Quando giudichi, il giudizio ti ritorna. Quando fai violenza a qualcosa o a qualcuno, anche solo con il pensiero, la violenza ti ritorna.
Quando menti, anche a Te stesso, la finzione svuota di significato e Verità la Tua vita.
Potrei fare un lunghissimo elenco di comportamenti da evitare, ma per questo esistono le sacre scritture di tutte le tradizioni che sono depositarie della Suprema Verità.
“Migliora Te Stesso”…è l’unica strada per raggiungere quello stato a cui Tu in quanto Anima aneli potendo condizionare positivamente la Coscienza Collettiva.
Satyaom da 7 anni è un luogo nel quale centinaia di anime vi hanno trovato e tuttora provano affrancamento praticando discipline corporee con guida di docenti qualificati professionalmente e umanamente evoluti nella sensibilità olistica. Non posso non citare il grandissimo contributo in tal senso di Sandra. In questi anni si è spesa energeticamente con grande dolcezza e umanità.
Il suo carisma professionale sta nel rigore della tecnica stimolando nei suoi allievi la domanda fondamentale : Chi sono io ?
Grazie Sandra e grazie a quanti hanno creduto e credono nel suo amorevole servizio.
Per molti di voi sono stato e sono una Guida che va oltre la tecnica del gesto. Per questa ragione annuncio che dopo una pausa di circa due anni rispetto alla conduzione di gruppi
di Ricerca Interiore, dal 12 Gennaio sarò nuovamente in prima linea con il corso del Mercoledì delle 20.30 e con i seminari pratici mirati a vivere la Nuova Coscienza Cosmica.
Domenica 30 Dicembre 2010 condurrò un seminario pratico per aprirsi al nuovo anno.
Domenica 30 Gennaio 2011 condurrò un seminario di Connessione Energetica come guarigione evolutiva.
A questa lettera voglio aggiungere i ringraziamenti alla preziosissima collaborazione di Simona e Serena, Gabriele, Gloria G. e Simone, Gloria B. Fausto e famiglia, Sonia e a tutto il gruppo del Karma Yoga, servizio volontario .
E GRAZIE a Te di esistere nella piccola quanto amorevole comunità che nel nome di Satyaom riunisce tutti con il Nuovo Sentire Universale.
Buon Natale a Te e ai Tuoi Cari con l’Eterno Amore di GESU’ Nostro Signore.
Filippo
L’anno scorso scrissi sulla “Crisi” come malessere esistenziale e sulla “Fiducia”come suo antidoto .
Oggi più di ieri pensi di essere stato reattivo rispetto alla Crisi accettando gli eventi e dimostrando all’Universo di avere fiducia ? Riconosci almeno intellettualmente che dopo la tempesta ritorna la quiete ?
Mi auguro di si per Te e per tutte le anime di questo pianeta.
A questo punto credi che il tuo sforzo nel vivere con positività e fiducia rimanga ad uso e consumo della tua vita e dei tuoi cari? A questo rispondo io con un NO!
Da sempre i saggi di ogni tempo e di ogni tradizione religiosa hanno detto ciò che la scienza oggi conferma, cioè che siamo tutti collegati, interconnessi a livello molecolare. Siamo microparticelle cosmiche che vivono in una sorta di fluido invisibile. La metafora dell’oceano cosmico rende chiara questa Realtà. Siamo come tanti pesciolini che reagiscono a situazioni determinate dalle singole e individuali azioni e dall’influenza della Coscienza Collettiva.
In altre parole se faccio del male a un'altra anima, non solo rispondo con il karma individuale, ma ho determinato che la mia azione si inserisce nel quadro generale della Coscienza Collettiva . Altra metafora potrebbe essere quella che se le nostre individuali azioni sono dei files che chiamiamo con il nostro nome, la cartella dove andranno ad inserirsi questi files personali sarà la cartella di tutte le anime che chiamiamo Coscienza Collettiva, ovvero la risultante delle singole azioni.
In questo Grande Tempo sta cambiando questa Mega Cartella Planetaria.
La Coscienza del Pianeta che oggi ha un suo Livello di Consapevolezza, sta ascendendo ad un livello più elevato che in termini pratici vuol dire che ci lasceremo alle spalle la totale identificazione con la materia. Sarà un processo graduale ma in un prossimo futuro sarà più semplice sentire la Reale Natura Animica dell’Essere Umano. La spiritualità sarà accessibile a tutti.
Questa Ascensione è determinata da due fattori:
1) Stiamo per lasciare un naturale ciclo cosmico per effetto della rotazione precessionale del Pianeta Terra. Un evento ciclico che si chiude e si apre con il 21 Dicembre 2012 secondo il famoso calendario Maya .
Per una tua maggiore comprensione posso dire che se sul Pianeta Terra nell’ambito del ciclo annuale con la rotazione sul suo asse accadono le 4 stagioni , a livello cosmico con l’influenza delle infinite galassie vi sono 4 Ere Cosmiche. Rispetto al cambiamento della Coscienza Collettiva si sta esaurendo la stagione cosmica invernale (Kali Yuga) e inizierà la Primavera Cosmica (Dvapara Yuga) .
2) Altro elemento fondamentale per l’avvio di questo passaggio epocale è stato determinato dal fatto che un numero sufficiente di anime su questo pianeta ha creato un raggio energetico positivo che ha influenzato la Coscienza Collettiva. Da circa 40 anni e in modo più concreto e operativo negli ultimi 25 anni, anime molto evolute, hanno sostenuto il Cambiamento Epocale, con la loro consapevolezza in direzione dell’amore e delle virtù intrinseche alla Vera Natura Umana
Queste anime comunemente chiamate Operatori di Luce o anime indaco / cristallo hanno guidato e lo stanno ancora facendo, individui che hanno scelto di vivere questo Grande Evento Epocale rimanendo incarnati . Senza il contributo di queste anime, ovviamente guidate dalla Perfezione Divina in quanto DIO , Sorgente Cosmica Universale, il rischio era che il pianeta Terra non ce la facesse a mantenere la sua struttura materiale. Cioè il rischio sarebbe stato la distruzione del Pianeta.
È già accaduto in altre Epoche con la stessa stagione cosmica.
I tanti terremoti, maremoti, tsunami, cicloni e il diffuso mal di vita di moltissime anime, sono l’effetto del Karma della Vecchia Coscienza Collettiva che accade a causa del differente stato vibrazionale del pianeta (risonanza di Schuman) .
Comunque state tranquilli, il Pianeta Terra è salvo ! Non esploderà.
Ciò che pensiamo di noi stessi e ciò che pensiamo del mondo…
Vuoi cambiare il mondo ? Migliora te stesso !
Con questa frase affermo con decisione la grande responsabilità che TU possiedi.
Sei cocreatore del Tuo destino e quello dei tuoi simili.
Non criticare il mondo con i suoi soggetti animati e inanimati, perché Tu hai contribuito a questo.
Quando giudichi, il giudizio ti ritorna. Quando fai violenza a qualcosa o a qualcuno, anche solo con il pensiero, la violenza ti ritorna.
Quando menti, anche a Te stesso, la finzione svuota di significato e Verità la Tua vita.
Potrei fare un lunghissimo elenco di comportamenti da evitare, ma per questo esistono le sacre scritture di tutte le tradizioni che sono depositarie della Suprema Verità.
“Migliora Te Stesso”…è l’unica strada per raggiungere quello stato a cui Tu in quanto Anima aneli potendo condizionare positivamente la Coscienza Collettiva.
Satyaom da 7 anni è un luogo nel quale centinaia di anime vi hanno trovato e tuttora provano affrancamento praticando discipline corporee con guida di docenti qualificati professionalmente e umanamente evoluti nella sensibilità olistica. Non posso non citare il grandissimo contributo in tal senso di Sandra. In questi anni si è spesa energeticamente con grande dolcezza e umanità.
Il suo carisma professionale sta nel rigore della tecnica stimolando nei suoi allievi la domanda fondamentale : Chi sono io ?
Grazie Sandra e grazie a quanti hanno creduto e credono nel suo amorevole servizio.
Per molti di voi sono stato e sono una Guida che va oltre la tecnica del gesto. Per questa ragione annuncio che dopo una pausa di circa due anni rispetto alla conduzione di gruppi
di Ricerca Interiore, dal 12 Gennaio sarò nuovamente in prima linea con il corso del Mercoledì delle 20.30 e con i seminari pratici mirati a vivere la Nuova Coscienza Cosmica.
Domenica 30 Dicembre 2010 condurrò un seminario pratico per aprirsi al nuovo anno.
Domenica 30 Gennaio 2011 condurrò un seminario di Connessione Energetica come guarigione evolutiva.
A questa lettera voglio aggiungere i ringraziamenti alla preziosissima collaborazione di Simona e Serena, Gabriele, Gloria G. e Simone, Gloria B. Fausto e famiglia, Sonia e a tutto il gruppo del Karma Yoga, servizio volontario .
E GRAZIE a Te di esistere nella piccola quanto amorevole comunità che nel nome di Satyaom riunisce tutti con il Nuovo Sentire Universale.
Buon Natale a Te e ai Tuoi Cari con l’Eterno Amore di GESU’ Nostro Signore.
Filippo
Categoria:
Filippo Pollara
Pensiero settimanale
Non desiderare con la mente
Non desiderare con il cuore
NON DESIDERARE!
Rilassati e sii vigile poichè è Dio che opera attraverso TE.
Non desiderare con il cuore
NON DESIDERARE!
Rilassati e sii vigile poichè è Dio che opera attraverso TE.
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Condivisioni di Filippo
mercoledì 8 dicembre 2010
Pensiero settimanale
Perchè giudichi ?
Avresti piacere di essere giudicato?
L'Accettazione unisce ciò che il giudizio ha separato!
Avresti piacere di essere giudicato?
L'Accettazione unisce ciò che il giudizio ha separato!
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Condivisioni di Filippo
Pensiero settimanale
Desideri dagli altri rispetto,comprensione e amore?
Anche gli altri desiderano le stesse cose da te!
Anche gli altri desiderano le stesse cose da te!
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Condivisioni di Filippo
domenica 28 novembre 2010
Domenica 28 Novembre 2010

GRAZIE ?
Perché dire “grazie”? Chi è che ringrazia ? Cos’è il senso di gratitudine?
Dire grazie può avere diverse interpretazioni, da un significato vero e profondo del cuore alla presa in giro o un grazie retorico - convenzionale.
L’Uomo ha perso, nel suo cammino verso l’onnipotenza terrena, il senso profondo della parola “GRAZIE ”.
Innanzitutto porsi questa semplice domanda:” chi è che dice Grazie ?” ovvero quale parte di me cioè Ego o “Cuore” ha detto Grazie ?
Nel porsi la domanda ci si trova davanti l’eterno conflitto tra Ego e Cuore/Anima.
L’individuo un po’ smarrito tenta con difficoltà di rispondere .
C’è una fisiologica resistenza dell’ego ad ammettere che il Grazie non sia stato espresso con il cuore.
A questo punto la domanda che tu come individuo in ricerca mi faresti potrebbe essere questa :
“Come può accadere che il mio grazie sia di cuore e non convenzionale ?”
Non puoi vedere la realtà concentrandoti solo sulla “freccia”, trascurando “l’arco” e il “braccio” che l’ha tirata !!
Se vuoi che il tuo Grazie sia di “Cuore “e non mentale anche se sincero, devi concentrarti su di Te come colui che tira la “freccia”.
La parola “Grazie” è un espressione di amore per il prossimo, amore puro e incondizionato.
Inoltre il senso di gratitudine è accettazione incondizionata che quello che è nell’adesso.
Accettare tutto può apparire bizzarro e impossibile, ma potrebbe non esserlo se hai la consapevolezza interiore che quello che è , è accaduto proprio a te!
Secondo la legge di causa ed effetto o legge di attrazione, ciò che ti succede richiama alla tua attenzione il campo vibrazionale simile al tuo pensiero e dei campi energetici che compongono il tuo corpo- mente -spirito.
Dire Grazie è aprire il proprio “Essere” alle infinite “porte” dell’Esistenza. Si può e si deve dire Grazie non solo a una persona, ma a tutte quelle forme che esprimono la Vita e che materialmente e non ,sono presenti energeticamente. “Grazie prato che ci hai ospitato “ ; “Grazie Cibo che hai fornito al mio corpo quanto necessario”; “ Grazie Dio per tutti i doni visibili e invisibili”; “Grazie perché questa mattina ho potuto risvegliarmi alla Vita”; grazie “nemico” perché con la tua azione e la mia sofferenza ho imparato che…. ecc…..
Sei Tu che tiri le frecce, e devi essere Tu in quanto anima-cuore a sentire questo amore per il tuo prossimo. “Ama il Tuo prossimo come Te stesso “ . Ma forse il centro del problema è proprio questo : Ma tu ti ami ? E se non ami Te stesso come puoi sentire amore per il Tuo prossimo ? Se non hai la consapevolezza interiore di un sentire profondo che chiamiamo Amore, come puoi raggiungere l’altro più distante da Te con questo sentimento ?
La risposta è : Non è possibile amare il Tuo prossimo se prima non ami Te stesso.
Per amare se stessi bisogna necessariamente fare silenzio ed ascoltare attentamente tutto il nostro movimento interiore, mentale e spirituale…Contemplazione, raccoglimento ,meditazione, preghiera….Da questo movimento iniziale deve accadere il Servizio volontario per il Tuo prossimo, senza fine alcuno …solo Servizio disinteressato, senza aspettative di nessun tipo, solo “Qui e Ora”.
Con il Servizio aiuti il Tuo “Cuore” ad aprirsi a quella dimensione non mentale/razionale/logica/cognitiva , che pulisce e fa chiarezza delle tue dinamiche interiori.
La pratica dello Yoga con le diverse discipline annesse ha il grande merito storico di ridare all’individuo la capacità di vedere al di là della “freccia” e di ricontattare l’eterno Testimone che tiene in mano “l’arco”.
Tra le anime che conosco ,con rarità sento che il ringraziamento che accade tra loro sia espresso con Amore, ma quando le stesse si rivolgono a Me , sento la verità del Cuore di quella semplicissima parola. Cosa vuol dire questo ? Non risponderò lasciando a Te questa domanda nella speranza che tu da queste pagine possa tentare di dare una risposta. Più avanti nel tempo vi darò la mia risposta in un altro articolo.
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Filippo Pollara
martedì 6 aprile 2010
Il pianto degli agnelli e il dolore del mondo di Susanna Tamaro
La Pasqua si avvicina. Gli scaffali dei supermercati sono un trionfo di uova di cioccolata di ogni dimensione, di colombe con tutte le possibili varianti — con uvetta, senza uvetta, ricoperte di cioccolata, con lo zabaione — per accontentare i gusti più stravaganti.
Da qualche anno poi, alle più tradizionali colombe, si sono affiancati dolci a forma di campane e di agnelli, anche questi in svariate versioni. Per chi vive in campagna, e ha lo sguardo abituato ad osservare ciò che succede nella realtà circostante, la Pasqua è quel momento in cui le gemme sui rami iniziano a ingrossarsi e i peschi e gli albicocchi, spesso temerariamente, schiudono i loro fiori. Le prime lucertole si svegliano e il loro fruscio si sente in prossimità dei muretti mentre le uova dei rospi, avvolte a migliaia da una lunga collana gelatinosa, ondeggiano tra le piante dei laghetti. Nel sottobosco spuntano le primule, le violette, i crochi, le pervinche e il mesto pigolio invernale degli uccelli si trasforma nella grande sinfonia che prelude al corteggiamento.
Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l'ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un'immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono in gruppi, sterzano, cambiano direzione, saltellano sulle zampe anteriori e posteriori, se c'è un punto più alto nel pascolo, una roccia, un tronco abbattuto, un fontanile, fanno a gara a saltarvi sopra e questo per loro è il massimo divertimento, e poi di nuovo riprendono a rincorrersi, ogni tanto si affrontano e si caricano a testate, simulando l'età adulta. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice, uno spingere con testa, un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all'altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba.
L'altro giorno mi ha chiamato un'amica che lavora vicino al mattatoio. «Mi sono messa i tappi, ma non serve a niente. Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma, a parte me, nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così. È la vita, è la tradizione, è Pasqua e questo è il rumore della Pasqua». Già, perché la Pasqua è soprattutto un pranzo tradizionale, una mangiata di quelle che si fanno di rado, con l'abbacchio trionfante in mezzo alla tavola, un abbacchio ridotto a prelibatezza culinaria, a segno di una cultura gastronomica mai tradita, spogliato da ogni valenza che superi il tratto gastrointestinale. Ma in quei belati, in quelle urla, in quella vita che è pura innocenza, non è forse celata la domanda più profonda sul senso dell'esistere? Perché la morte irrompe e devasta, senza guardare in faccia nessuno. Nella nostra società così asettica e così impregnata di onnipotenza, lo dimentichiamo un po' troppo spesso, ma dimenticare l'ingombrante presenza della morte vuol dire abdicare, fin da principio, al senso della vita. Quando la morte scende su uno dei miei animali, gli altri fanno dei lunghi giri per non avvicinarsi al corpo, per non guardarlo e, per qualche giorno, il loro comportamento cambia, diventa stranamente assente, come se qualcosa, al loro interno, all'improvviso avesse cominciato a vibrare in modo diverso. La contemplazione della morte non può non provocare un profondo senso di timore, timore per quell'occhio brillante che improvvisamente diventa opaco, per quel vivo tepore che si trasforma in fredda rigidità. È per questa ragione che tutte le culture dell'uomo hanno sviluppato dei rituali di macellazione per rendere questo passaggio meno temibile per l'animale, ma temibile soprattutto per noi, temibile per la potenza evocativa racchiusa nel sangue che scorre.
Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. È anche il non saper ascoltare il nostro lamento, di persone sazie, annoiate, risentite, incapaci di vedere altro orizzonte oltre quello del nostro minuscolo ego, incapaci di interrogarci, di affrontare le grandi domande e di accettare il timore che, da esse, inevitabilmente deriva. Sdraiati sul comodo divano della teodicea, continuiamo a ripetere che Dio non può esistere perché permette il male degli innocenti e questo assunto ci placa, ci quieta, ci mette dalla parte della ragione, proteggendoci dall'insonnia delle notti e dall'angoscia straziante del dolore del mondo. Quanti orrori — e quanti errori — derivano da quest'immagine di Dio onnipotente, da quest'idea di un Dio con la barba, seduto su una nuvola, parente stretto di Zeus, con i fulmini in mano, pronto a scagliarli sugli empi della terra. L'onnipotenza di questa società ipertecnologica, non deriva forse proprio da questo? Dio non è onnipotente, come ci aveva promesso, e dunque diventa nostro compito assumerci l'onnipotenza, raddrizzare le cose storte in cose dritte, creare il paradiso in terra, un paradiso in cui la giustizia finalmente trionfa, grazie alle nostre leggi. Il paradiso in terra però, come già abbondantemente ci hanno mostrato le tragedie del Novecento, ben presto si trasforma nel suo opposto perché, quando l'uomo crede di agire unicamente secondo i principi assoluti della ragione, sta già srotolando un reticolato e prepara potenti luci al neon per illuminare ogni angolo della prigione.
Forse il pianto delle migliaia di agnelli immolati per routine consumistica in questi giorni non è che il pianto di tutti i milioni di vite innocenti che ogni giorno in modi diversi, da che mondo è mondo, vengono stritolate dal male. E quel pianto che si alza verso il cielo senza ottenere risposta, ci suggerisce forse che il passaggio, la vera liberazione — la vera Pasqua — è proprio questa. Sapere che Dio non è onnipotente, ma, come Agnello, condivide la stessa nostra disperata fragilità. E solo su quest'idea — sull'idea che condividiamo la fragilità, che le tue lacrime sono le mie e le Sue sono le nostre — si può immaginare un mondo che non scricchioli più sotto il delirio dell'onnipotenza ma che si incammini nella costruzione di una vera umanità.
Susanna Tamaro - 28 marzo 2010
Fonte: Il Corriere
Da qualche anno poi, alle più tradizionali colombe, si sono affiancati dolci a forma di campane e di agnelli, anche questi in svariate versioni. Per chi vive in campagna, e ha lo sguardo abituato ad osservare ciò che succede nella realtà circostante, la Pasqua è quel momento in cui le gemme sui rami iniziano a ingrossarsi e i peschi e gli albicocchi, spesso temerariamente, schiudono i loro fiori. Le prime lucertole si svegliano e il loro fruscio si sente in prossimità dei muretti mentre le uova dei rospi, avvolte a migliaia da una lunga collana gelatinosa, ondeggiano tra le piante dei laghetti. Nel sottobosco spuntano le primule, le violette, i crochi, le pervinche e il mesto pigolio invernale degli uccelli si trasforma nella grande sinfonia che prelude al corteggiamento.
Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l'ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un'immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono in gruppi, sterzano, cambiano direzione, saltellano sulle zampe anteriori e posteriori, se c'è un punto più alto nel pascolo, una roccia, un tronco abbattuto, un fontanile, fanno a gara a saltarvi sopra e questo per loro è il massimo divertimento, e poi di nuovo riprendono a rincorrersi, ogni tanto si affrontano e si caricano a testate, simulando l'età adulta. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice, uno spingere con testa, un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all'altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba.
L'altro giorno mi ha chiamato un'amica che lavora vicino al mattatoio. «Mi sono messa i tappi, ma non serve a niente. Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma, a parte me, nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così. È la vita, è la tradizione, è Pasqua e questo è il rumore della Pasqua». Già, perché la Pasqua è soprattutto un pranzo tradizionale, una mangiata di quelle che si fanno di rado, con l'abbacchio trionfante in mezzo alla tavola, un abbacchio ridotto a prelibatezza culinaria, a segno di una cultura gastronomica mai tradita, spogliato da ogni valenza che superi il tratto gastrointestinale. Ma in quei belati, in quelle urla, in quella vita che è pura innocenza, non è forse celata la domanda più profonda sul senso dell'esistere? Perché la morte irrompe e devasta, senza guardare in faccia nessuno. Nella nostra società così asettica e così impregnata di onnipotenza, lo dimentichiamo un po' troppo spesso, ma dimenticare l'ingombrante presenza della morte vuol dire abdicare, fin da principio, al senso della vita. Quando la morte scende su uno dei miei animali, gli altri fanno dei lunghi giri per non avvicinarsi al corpo, per non guardarlo e, per qualche giorno, il loro comportamento cambia, diventa stranamente assente, come se qualcosa, al loro interno, all'improvviso avesse cominciato a vibrare in modo diverso. La contemplazione della morte non può non provocare un profondo senso di timore, timore per quell'occhio brillante che improvvisamente diventa opaco, per quel vivo tepore che si trasforma in fredda rigidità. È per questa ragione che tutte le culture dell'uomo hanno sviluppato dei rituali di macellazione per rendere questo passaggio meno temibile per l'animale, ma temibile soprattutto per noi, temibile per la potenza evocativa racchiusa nel sangue che scorre.
Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. È anche il non saper ascoltare il nostro lamento, di persone sazie, annoiate, risentite, incapaci di vedere altro orizzonte oltre quello del nostro minuscolo ego, incapaci di interrogarci, di affrontare le grandi domande e di accettare il timore che, da esse, inevitabilmente deriva. Sdraiati sul comodo divano della teodicea, continuiamo a ripetere che Dio non può esistere perché permette il male degli innocenti e questo assunto ci placa, ci quieta, ci mette dalla parte della ragione, proteggendoci dall'insonnia delle notti e dall'angoscia straziante del dolore del mondo. Quanti orrori — e quanti errori — derivano da quest'immagine di Dio onnipotente, da quest'idea di un Dio con la barba, seduto su una nuvola, parente stretto di Zeus, con i fulmini in mano, pronto a scagliarli sugli empi della terra. L'onnipotenza di questa società ipertecnologica, non deriva forse proprio da questo? Dio non è onnipotente, come ci aveva promesso, e dunque diventa nostro compito assumerci l'onnipotenza, raddrizzare le cose storte in cose dritte, creare il paradiso in terra, un paradiso in cui la giustizia finalmente trionfa, grazie alle nostre leggi. Il paradiso in terra però, come già abbondantemente ci hanno mostrato le tragedie del Novecento, ben presto si trasforma nel suo opposto perché, quando l'uomo crede di agire unicamente secondo i principi assoluti della ragione, sta già srotolando un reticolato e prepara potenti luci al neon per illuminare ogni angolo della prigione.
Forse il pianto delle migliaia di agnelli immolati per routine consumistica in questi giorni non è che il pianto di tutti i milioni di vite innocenti che ogni giorno in modi diversi, da che mondo è mondo, vengono stritolate dal male. E quel pianto che si alza verso il cielo senza ottenere risposta, ci suggerisce forse che il passaggio, la vera liberazione — la vera Pasqua — è proprio questa. Sapere che Dio non è onnipotente, ma, come Agnello, condivide la stessa nostra disperata fragilità. E solo su quest'idea — sull'idea che condividiamo la fragilità, che le tue lacrime sono le mie e le Sue sono le nostre — si può immaginare un mondo che non scricchioli più sotto il delirio dell'onnipotenza ma che si incammini nella costruzione di una vera umanità.
Susanna Tamaro - 28 marzo 2010
Fonte: Il Corriere
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sabato 3 aprile 2010
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